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Salerno: viaggio nel cuore della città vecchia: parte I

Piccolo itinerario dei maggiori punti d’interesse della Salerno storica

L’antica città di Salerno affonda le proprie origini nel lontano 197 a.C., quando i Romani colonizzarono quella parte di territorio della Piana del Sele, compresa tra il torrente Fusandola e la vecchia salita del Carmine (fonte Wikipedia), e denominata Salernum per via dei due fiumi che la rappresentano: il Sale (l’odierno Canalone) e l’Irno (all’epoca Lirino).

Perché è così importante la città di Salerno?

Molte sono le ragioni per cui vale la pena visitare il capoluogo campano: basti pensare innanzitutto alla prolissa storia che la racconta, che passa da Annibale alla conquista dei Longobardi, passando dal principe Arechi II che vi si stabilì col suo imponente castello e vi piantò le radici del suo regno, fino alla fondazione della prima scuola medica europea della storia, definita l’antenata per eccellenza delle Università europee.

Lo stesso Alfonso Gatto, salernitano di nascita, definisce il centro storico un “Gioiello medievale”, per la sua ricchezza di edifici e opere sparse qua e là per le strade. Un’altra apposizione che viene attribuita dal poeta alla sua città è “rima d’eterno”, rendendole “eterno” omaggio. Ma esploriamone con ordine i punti di maggiore importanza.

 

Cattedrale di Salerno

Tra le varie chiese di origine normanna quella che gode di maggiore rilevanza è sicuramente la Cattedrale di San Matteo, considerata il fulcro della città: se si vuole visitare la città, il punto di partenza è sicuramente questo.

Sorto nell’XI secolo, il Duomo si erige per circa 24 metri in altezza, e si estende in lunghezza per circa 80 metri. Lo stile decorativo è prevalentemente barocco, come molte delle chieste che costellano Salerno. Particolarmente affascinante è il campanile adiacente la Cattedrale e che sovrasta l’intera piazzetta con i suoi 52 metri, fortemente voluta dall’arcivescovo Guglielmo da Ravenna.

Insieme al campanile altrettanto importante risulta il quadriportico medievale, in stile arabo-normanno e perfettamente conservato, il quale risulta un’opera quasi unica in Italia.

Il Duomo è particolarmente famoso per ospitare nella cripta, un gioiello barocco interamente rivestito di intarsi marmorei, le spoglie mortali del patrono della città, San Matteo: essa inoltre ospita la statua in argento a due facce dell’Apostolo, tale da consentire due funzioni religiose contemporaneamente. È tradizione dei salernitani venire in visita qui ogni 21 settembre per rendere omaggio al protettore, ed è da qui che ogni anno partono la processione e la celebrazione che proseguono per le strade del centro.

 

Castello Arechi

Proseguendo per il Canalone, e quindi salendo sul monte Bonadies, si giunge all’edificio che domina totalmente la città di Salerno a 300 metri sul livello del mare, ossia il castello del Principe Arechi II. Esso è la struttura militare di maggior rilievo della città, seguito dal Forte La Carnale situato a Torrione.

Il castello fu una delle fortezze più resistenti del VIII secolo, come testimonia Paolo Diacono nella sua Historia Longobardorum.

All’interno del castello è allestito un museo nel quale risiedono oggetti di vario tipo rinvenuti nel tempo, come monete, ceramiche e vetri.

Attualmente la fortezza è adibita anche a cerimonie e ricevimenti di vario genere, come matrimoni e meeting, nonché a visite ed escursioni ai vari turisti e curiosi, i quali restano estasiati di fronte alla vista mozzafiato alla quale assistono una volta giunti in loco.

 

 

Palazzo Fruscione

Tra i vari Palazzi antichi che caratterizzano la città, quello che emerge per maggiore importanza è sicuramente il Palazzo Fruscione, situato tra la chiesa di San Matteo Piccolo e il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte.

Poco si sa di questo prestigioso edificio: risalente al XIII secolo, non si conoscono le motivazioni circa la sua costruzione, perfino l’identità di chi vi ha risieduto è ignota, si pensa al medico salernitano Giovanni da Procida, o addirittura allo stesso principe Arechi, ma queste teorie sono state subito sfatate.

Perché allora è interessante visitarlo? Il Palazzo Fruscione conserva al suo interno dei meravigliosi resti di terme appartenenti al II secolo; l’area in seguito è stata adoperata come cantiere edilizio, come si evince dai resti risalenti al V secolo.

Accanto al Palazzo risiedono altre terme romane, trasformate in chiesa nel Medioevo, sulle quali è situata la cappella palatina, ovvero la chiesa privata della reggia del principe Arechi, risalente al IX secolo e costruita dai Longobardi.

Oggi il palazzo viene talvolta allestito per ospitare mostre ed eventi vari, come il più recente “L’Incredibile Marvel”, una mostra per celebrare i 75 anni della Marvel USA, tenutasi la scorsa estate.

 

Giardini della Minerva

Nel cuore del centro storico, ai piedi del rione Canalone, troviamo uno dei giardini più belli d’Italia: il Giardino della Minerva.

Esso vede la sua apertura nel XIV secolo per opera del maestro Matteo Silvatico, il quale faceva uso didattico del giardino, istruendo gli allievi della Scuola Medica riguardo l’uso terapeutico delle piante coltivate.

Rinomato punto d’incontro e località ambita per visite guidate, il Giardino ospita più di 300 specie vegetali provenienti da tutto il mondo.

Esso inoltre ospita al suo interno una tisaneria aperta al pubblico, nella quale è possibile degustare tisane di produzione propria e di acquistarne dei campioni.

Il Giardino della Minerva ad oggi rientra nella categoria “I parchi più belli d’Italia”.

 

Salerno, il “sentiero del Principe” vi farà incantare…

Il “sentiero del Principe” è un percorso che parte dal centro storico della città, costeggia le antiche mura e, attraverso l’odierna pineta, porta al piazzale d’ingresso del Castello Arechi. Si sale alla rocca lungo un sentiero gradinato, immerso tra i pini del rimboschimento effettuato negli anni Sessanta dal Corpo Forestale. In epoca antica, invece, la collina di Bonadies era tenuta scoperta per poter avvistare gli eventuali assalitori al castello.

 

 

Oggi la pineta costituisce un polmone verde visibile da ogni angolo della città, che si presta a piacevoli percorsi di trekking. Il percorso inizia dall’area retrostante al Palazzo di Città. Qui si apriva la Porta di Mare, all’inizio dell’omonima via la quale sale diritta e si trasforma poi in via dei Canali. Nel suo slargo iniziale l’importantissima cappella di San Pietro a Corte, ovvero Chiesa palatina dei principi Longobardi, tipico esempio di stratificazione di epoche e di stili, dal periodo romano, all’alto medioevale al barocco.

Tra le numerose chiese che costellano la zona va ricordata quella dell’Annunziatella (Ave Gratia Plena Minor, da non confondere con l’Annunziata) pregevole complesso barocco, recentemente restaurato. La ripida salita dei Canali sbocca nella Via Tasso, decumano della città romana. Il Duomo è leggermente sottostante. La sua facciata cela il gioiello del quadri-portico romanico; il suo interno i preziosi amboni musivi del 12° Secolo.

Il turista che abbia visitato il Duomo potrà a questo punto proseguire, sempre attraverso il centro antico, almeno sino all’altro caposaldo della storia medioevale salernitana ossia il Castello d’Arechi. Dal Duomo dunque, al largo S. Tommaso, luogo di singolari convergenze storiche ed artistiche: la Chiesa di S. Domenico e quella della Madonna del Rosario, facenti parte dell’antico Convento dei Domenicani.

 

 

Sempre per vie e spazi medioevali ovvero per le rampe e le gradinate che lambiscono l’Istituto di Montevergine, si raggiungono la via De Renzi e la Chiesa di S. Anna in S. Lorenzo. Alle sue spalle la trafficata via Risorgimento che va attraversata per guadagnare la pineta del castello, chiusa da un cancello. La risalita alla rocca può essere effettuata direttamente dopo il cancello se si sarà ottenuta la relativa chiave. Diversamente, si dovrà aggirare la zona percorrendo un tratto di strada asfaltata ed imboccare nei pressi di un incrocio canalizzato un tracciato che perviene al piazzale retrostante al castello.

 

 

Dalla quota del castello (m. 263) si consiglia, invece, di proseguire almeno sino alla “Bastiglia”, (m.320) torrione cilindrico che guardava le spalle del castello stesso, lungo sentiero affollato di corbezzoli e recante ancora qualche traccia del lapillo eruttato dal Vesuvio nel 1944. L’immersione nell’aria piena e nel verde ci richiamano in direzione nord lungo un sentiero che scende in un fitto boschetto di lecci. Al di là dell’asfalto, l’escursione, pur proseguendo ancora in territorio comunale, assume connotati decisamente più impegnativi per lunghezza e tipo di terreno.

 

 

Il principale interesse oltre che nel carattere paesaggistico, consiste nella possibilità di scoperta dello effettivo retroterra della città. Superato un ultimo insediamento che ha quasi cancellato le tracce dell’antico sentiero, si risale decisamente verso la Punta Telegrafo (metri 606), antico posto di segnalazione ottica, in aerea posizione dominante.

 

Il sentiero percorre per larghi tratti la cresta e dà quasi la sensazione di un percorso alpestre; ai suoi tratti rocciosi seguono quelli immersi nella vegetazione mediterranea, talora infestante. Una singolare guglia rocciosa sembra sbarrare il cammino; sulla sua sinistra si apre invece il valico per le valli cavesi; aggirandola dal lato opposto, prima in lieve discesa e poi in risalita finale, si ritrova il sentiero per la meta finale de Le Creste. La cima (metri 697) è posta al confine tra i territori di Salerno, Cava e Pellezzano.

 

Cosa visitare in un giorno a Salerno: mordi e fuggi tra le bellezze salernitane

Capita che per mancanza di tempo, spesso per motivi di lavoro, oppure, se in vacanza, per troppo poco tempo di soggiorno, molte volte si è costretti a voler visitare una città in troppo poco tempo: un veloce giro turistico o semplicemente una passeggiata di piacere, per cui ci si ritrova a prendere in considerazione solo i punti principali del posto… Questa guida vi accompagnerà alla scoperta del capoluogo campano senza dilungarvi troppo nel tempo!

Andiamo con ordine: immaginiamo di giungere alle 8 di mattina di una bella domenica soleggiata di primavera alla stazione centrale di Salerno, cosa ci suggerirebbe di fare il bel tempo? Una passeggiata vicino al mare, ovvio! Appena usciti dalla stazione basterà andare dritto, per circa 300 metri, per sbucare direttamente su piazza della Concordia, punto di partenza del lungomare Trieste e sede del porto turistico Masuccio Salernitano (porticciolo da cui partono i traghetti per raggiungere le mete di Amalfi, Positano e Capri). Da qui la camminata viene da sé, le gambe vi condurranno lungo tutto il marciapiede costeggiato alla vostra sinistra dal mare e alla vostra destra dalle ombreggianti palme sotto le quali è possibile sostare se il sole picchia troppo.

Il litorale è lungo circa un chilometro e mezzo, lungo il quale potrete ammirare lo storico bar costruito sugli scogli Embarcadero, ora in fase di ristrutturazione, o fermarvi a mangiare una delle famose brioche col gelato dell’altrettanto gelateria d’epoca Bar Nettuno, o semplicemente proseguire l’iter che termina nella rinomata spiaggia di Santa Teresa, rinnovata e rimodernata completamente da pochi anni e soprannominata dagli abitanti del posto “Salifornia Beach” per via dei suoi richiami californiani.

Salendo sulla destra, e sorvolando quindi il teatro Augusteo e il teatro Verdi, affiancato dalla villetta comunale, raggiungiamo quello che si può definire il “cuore” di Salerno: addentrandoci per uno qualsiasi dei vicoletti subito di fronte al teatro giungiamo a piazza sedile di Campo, comunemente conosciuta come Largo Campo, luogo di ritrovo dei giovani della movida salernitana e punto natio di altri antichi locali, come l’Antica Birreria o la paninoteca Sant’Andrea; proseguendo quindi sempre di fronte ci introduciamo nella prima parte della strada commerciale per eccellenza, denominata appunto Via dei Mercanti, costellata di numerosi negozi ed attività commerciali di ogni genere.

In un punto preciso di via Mercanti ci troveremo in prossimità di un incrocio: se decidiamo di salire a sinistra ci troveremo di fronte al monumento più importante di Salerno, il Duomo, luogo che necessita assolutamente di essere visitato per la bellezza del suo antro, e che ospita la tomba del patrono della città, San Matteo; proseguendo la salita, sulla sinistra, arriveremo al complesso di Santa Sofia, un ex convento benedettino affidato all’organizzazione di eventi e mostre.

Se proseguiamo per questa strada, sempre in salita, con l’aiuto di una rampa di scale situata nei dintorni, arriveremo a uno dei punti più panoramici della provincia: il Rione Canalone, che ospita il convento di San Nicola della Palma e gli acquedotti del Cernicchiara, e dal quale è possibile fotografare un quadro mozzafiato di tutto il golfo salernitano.

Tornando indietro fino al convento di Santa Sofia, se saliamo per via Trotula de Ruggiero, subito a destra del monastero, arriveremo ad un’altra meta molto ambita dai turisti: trattasi del Giardino della Minerva, un suggestivo orto botanico che ritrova le sue origini nel lontano medioevo, periodo in cui il giardino era adibito allo studio delle piante da parte degli allievi della Scuola Medica Salernitana. Il giardino ospita variegate specie botaniche, anche le più rare, per cui per pochissimi euro si può godere della natura e dei suoi benefici a 360 gradi.

Il percorso turistico di un giorno, o come lo chiamerebbero gli inglesi il one-day travel, termina con una passeggiata accompagnata da un po’ di shopping terapeutico sul corso Vittorio Emanuele, che ha inizio da piazza Portanova (dove ogni anno in occasione delle Luci d’Artista viene innalzato il famoso albero di Natale luminoso), e termina col nostro punto di partenza, la stazione ferroviaria.

Se proprio non amate la vita spendacciona, ma anzi preferite “spendere” il vostro tempo nella cultura e nell’avventura, e siete in possesso di mezzo proprio, un’ultima tappa, ma non per importanza, assolutamente da visitare, va ritrovata nel maestoso edificio che sovrasta tutta la città: il magnifico Castello di Arechi, raggiungibile dal rione Canalone, che affonda le sue radici nel VI secolo a.C., e che è la destinazione prediletta dagli amanti della fotografia panoramica, o semplicemente per le coppie più romantiche; dal castello medievale infatti si può scorgere tutta la costiera amalfitana, e una punta di quella cilentana, grazie alla sua posizione dominante in cima al monte Bonadies. È il posto perfetto per organizzare vari convegni ed eventi, come ricevimenti matrimoniali, oppure semplicemente per osservare il sole che affonda nell’orizzonte al tramonto.

Insomma, anche se siete solo di passaggio, vi concediamo una visita mordi e fuggi a patto che sia semplicemente la vostra prima esperienza nel capoluogo salernitano. Tornarci è d’obbligo!

La nostra ricetta della Pastiera di Grano…

Ingredienti

-500 grammi di grano cotto;

-300 grammi di latte;

-1 busta di cannella;

-1 fiala di essenza di arancia;

-500 grammi di ricotta;

-500 grammi di zucchero;

-5 uova intere;

-60 grammi scorze.

 

 

Procedimento

Versare il grano in una pentola, aggiungere 300g di latte, far bollire a fuoco lento mescolando il tutto, finchè diventa cremoso. Far raffreddare ed aggiungere 500 grammi di ricotta, 500 grammi di zucchero, 5 uova intere, 1 fiala di fiori d’arancio, 1 busta di cannella e canditi.

Pasta frolla

Unire 200 grammi di burro sciolto con 250 grammi di zucchero, 3 uova, una grattugiata di buccia di arancia, una bustina di lievito in polvere. Infine, aggiungere 500 grammi di farina. Ungere una teglia, stendere la pasta frolla fino ai bordi della teglia, lasciandone un po’ per le strisce che serviranno a coprire la parte superiore.Versare il ripieno, coprire con le strisce di pasta e cuocere in forno preriscaldato a 150 ° per più di un’ora. Spolverare con lo zucchero a velo e servire.

 

Da vedere a Salerno: Forte la Carnale, detta anche la Polveriera

Il Forte La Carnale di Salerno è una torre cavallaria edificata sulla costa, nei pressi della foce del fiume Irno. Tale roccaforte fu realizzata nella seconda metà del cinquecento e fu realizzata allo scopo di difendere la città dalle incursioni saracene. Il Forte La Carnale fu costruito dall’imprenditore Andrea Di Gaeta di Coperchia ed originariamente sorgeva direttamente sul mare. Si trova a poche centinaia di metri dalla foce del fiume Irno ed è relazionata come sistema difensivo con le “Torri costiere” di Angellara, Torrione e Vietri. La struttura della Carnale è a pianta quadrata con merlature e presenta, nella parte superiore, un torrino per l’alloggio dei soldati. Il suo nome deriva da una battaglia Longobardi e Saraceni avvenuta intorno al 872, attorno al promontorio su cui sorge il forte e che si risolse in una strage di questi ultimi: “una Carnale (carnaio)” appunto. L’edificio viene chiamato anche “la Polveriera”, giacché nell’Ottocento era adibito dai Borbone a deposito militare di munizioni. Il forte La Carnale fu teatro della strenua difesa di Salerno da parte del cosiddetto “Masaniello salernitano”, Ippolito di Pastina, ribellatosi contro i soprusi degli Spagnoli nel Seicento: Ippolito scelse di dislocare il “Comando Popolare” della sua rivolta nell’antico forte La Carnale nel 1647 per quasi un anno.

Successivamente il Forte La Carnale divenne una munita fortezza borbonica nel 1828, e se ne servì come osservatorio di manovre militari Francesco I. Dopo l’Unità d’Italia e fino al 1924 fu adibito a deposito di munizioni. Nella seconda guerra mondiale fu rinforzato con “bunker” e subì molti danni durante lo sbarco di Salerno nel settembre 1943. E’ stato completamente ristrutturato negli anni ottanta con due livelli provvisti di saloni per mostre ed esposizioni culturali, belvedere e locali di ristoro dotati di ascensore panoramico, si tengono concerti e riunioni di varia natura. Dalla sua terrazza, nelle giornate di bel tempo e con ottima visibilità, è possibile ammirare un panorama molto vasto che va dalla costiera amalfitana a quella cilentana. Infine, il Forte, dopo la crescita urbana di Salerno negli anni cinquanta, ha avuto una piccola area verde al livello stradale sul lato lungomare. Tale area era diventata degradata negli anni novanta, successivamente tale area è stata riqualificata dall’Amministrazione Comunale di Salerno.

Alla scoperta del complesso monumentale di Santa Sofia

Il complesso monumentale di Santa Sofia, situato a Salerno in piazza Abate Conforti, è stato realizzato alla fine del X secolo quale primo monastero dell’Ordine Benedettino dedicato a Santa Sofia. La chiesa fu costruita dai Gesuiti agli inizi del XVII secolo e, fino al 1868, fu intitolata al Salvatore. Questo luogo di culto fu costruito sui resti di un’antica chiesa edificata intorno all’anno 853 dal vescovo Bernardo in onore “Domini et Salvatoris” e su un complesso di case e giardini mentre, per la costruzione della Piazza Abate Conforti, fu necessario l’abbattimento di un’altra chiesa intitolata a San Grammazio. I lavori di costruzione durarono molto a lungo, la cupola fu completata solamente nel 1716. Ridotta ad un cumulo di rovine in seguito alle soppressioni napoleoniche la chiesa fu completamente restaurata in stile neoclassico dall’arcivescovo Marino Paglia nel 1850 per poi essere restituita ai Gesuiti che la tennero fino al 1860. Nel 1868 fu affidata alla confraternita laicale della Santissima Addolorata che è l’attuale proprietaria. Per quanto concerne invece il monastero fu fondato nell’XI secolo dal conte Guaiferio e nel 1100 divenne di proprietà della Badia di Cava dei Tirreni. Nel 1309 divenne sede delle monache benedettine provenienti dal monastero di San Liberatore, che vi rimasero fino al 1589, anno in cui si trasferirono nel monastero di San Giorgio. In seguito il monastero passò ai gesuiti che vi rimasero fino al 1778 quando fu ceduto ai padri carmelitani dal Papa Clemente IX. Successivamente in seguito ad un decreto napoleonico il monastero fu soppresso divenendo prima sede del Tribunale Civile e poi nel 1938 scuola statale. Il complesso è attualmente utilizzato quale sede per la realizzazione di eventi, mostre e manifestazioni. Ha ospitato mostre di pittori e personalità di rilievo internazionale.

Sole, mare, relax, tradizione, storia, gastronomia, cultura

 

Salerno e dintorni!

Sole, mare, relax

Salerno offre sia ai residenti, che ai turisti, stranieri e non, tantissime possibilità di svago, durante tutto l’anno. In estate sole, mare, relax, in inverno molte iniziative culturali e nel periodo natalizio l’aria magica delle “Luci d’Artista”.

 

Non solo mare…

Salerno è una provincia campana, che custodisce meravigliosi paesaggi. Tantissimi gli itinerari, alla scoperta di arte, cultura, storia e tradizioni.

Shopping per le vie dellla città

Passeggia per le vie del corso, godi del panorama del lungomare, fai shopping nei negozi della città! Salerno offre tantissime opportunità!

 

Aperitivi, happy hour, feste…

E quando arriva l’ora del tramonto, la città vive una seconda volta: happy hour, degustazioni, feste e tantissime occasioni per godersi la movida!

 

Salerno

Monumenti e luoghi d’interesse

La maggior parte delle chiese di valore artistico-architettonico sono situate nel centro storico. Molte di esse hanno origine alto-medioevale e sono sorte come parte degli antichi monasteri a cui erano annesse. Lo stile predominante è il barocco che si è sovrapposto alle antiche architetture medioevali, comunque visibili e ben documentate in molti edifici. Il più importante edificio religioso cristiano cattolico della città è la Cattedrale di Salerno, edificata nell’XI secolo per volere di Roberto il Guiscardo e del vescovo Alfano I probabilmente sul sito di un precedente edificio religioso pagano. Più volte rimaneggiata, come sul finire del XVII secolo ad opera del Sanfelice e del Guglielmelli, nella pianta ricalca l’Abbazia di Montecassino, di cui Alfano era assiduo frequentatore, e l’antica basilica di San Pietro in Vaticano. Molto interessante, dal punto di vista architettonico ed artistico, è il campanile in stile arabo normanno, alto 52 metri e commissionato nel XII secolo dall’arcivescovo Guglielmo da Ravenna.

Di epoca longobarda sono, invece, le chiese di Sant’Andrea de Lavina, edificata in onore del proprio patrono dagli amalfitani deportati in città da Sicardo, e di Santa Maria de Lama, riaperta al pubblico nel 1996 e costruita su una precedente costruzione di epoca romana e che conserva le uniche tracce di pittura longobarda ancora esistenti in città. Molto importante dal punto di vista storico e archeologico, per via delle numerosissime stratificazioni, è la Chiesa di S.Pietro a Corte connessa, nell’impianto longobardo, al palazzo di Arechi II.

 

 

Da ricordare è anche la Chiesa del Santissimo Crocifisso del XIII secolo, ad impianto basilicale, e un tempo collegata al monastero di San Benedetto, di epoca longobarda e in stile romanico. La Chiesa del Monte dei Morti e la Chiesa di San Filippo Neri, entrambe cinquecentesche, sono caratterizzate dalla pianta ottagonale, insolita in città. Importante dal punto di vista artistico è la Chiesa di San Giorgio, degli inizi del ‘700 comunemente definita “la più bella chiesa barocca” della città, custodente le reliquie delle sante martiri salernitane Santa Tecla, Archelaa e Susanna e con quadri di Andrea Sabatini.

La Chiesa dell’Annunziata fu, invece, costruita nel 1627 a sostituzione di un precedente edificio di culto quattrocentesco andato distrutto per un terremoto. Spicca per il pregevole campanile progettato da Ferdinando Sanfelice.

 

La parte alta del centro storico cittadino, inoltre, è ricca di numerosi conventi dismessi, per lo più di epoca longobarda o medievale, rimaneggiati nel corso dei secoli, costruiti lungo pendii riccamente irrigati per la presenza di numerosi ruscelli. Tra questi vanno ricordati, anche per la funzione pubblica che ora rivestono, il Convento di San Nicola della Palma, finito di restaurare nel 2013 e ospitante l’EBRI (Istituto Europeo di Ricerche Biomediche), costruito su un precedente impianto termale ad ipocausto di epoca bizantina, e il Convento di San Lorenzo, risalente al X secolo e sito in via De Renzi, che ospita la sede dell’Archivio Storico Comunale.

Architetture civili

Il centro storico della città è costituito in gran parte dagli antichi edifici, rimaneggiati ed ampliati più volte nel corso dei secoli, della città longobarda e normanna con il suo dedalo di vicoli, le chiese ed i palazzi nobiliari. La parte alta del centro storico è caratterizzata dalla presenza di numerosi conventi, risalenti soprattutto al X e XI secolo, e da imponenti palazzi gentilizi come Palazzo San Massimo del principe Guaiferio. L’intero centro storico è stato gradualmente recuperato a partire dagli anni novanta ed è fulcro della vivace vita cittadina grazie anche alle caratteristiche botteghe ed i locali che lo animano fino a tarda notte.

Gli esempi più interessanti si possono ammirare nella stecca di edifici che costeggia il Lungomare Trieste (Palazzo Edilizia, Palazzo Natella, Palazzo della Camera di Commercio), nella zona del porto (Palazzo Barone), in prossimità della Stazione ferroviaria (Palazzo D’Alessandro), nonché nei palazzi di via Sabatini e di via Benedetto Croce.

 

Molto importanti e imponenti, dal punto di vista architettonico, sono anche i palazzi pubblici realizzati durante il ventennio fascista e che costituiscono esempi interessanti della cosiddetta architettura di stato del regime, quali il Palazzo di Giustizia, il Palazzo delle Poste, il Liceo ginnasio Torquato Tasso, la Prefettura e il Palazzo di Città con l’annesso cinema teatro Augusteo progettati dall’architetto Camillo Guerra, il Mercato del pesce e l’ex Casa del Balilla realizzati nella zona centrale della città. Nella zona collinare e in quella orientale, invece, si trovano l’Ex seminario regionale Pio XI, l’Ex Sanatorio Antitubercolare e il Villaggio marino-sanatoriale.

Di recente costruzione sono altre opere realizzate in seguito all’organizzazione di concorsi internazionali di idee, vinti da alcuni degli architetti più conosciuti del XXI secolo, tra cui la Stazione marittima di Zaha Hadid, Piazza della Libertà di Ricardo Bofill, la Cittadella Giudiziaria di David Chipperfield, Eden Park di Massimiliano Fuksas e il Marina d’Arechi di Santiago Calatrava.

Architetture militari 

Simbolo della città è il castello di Arechi, costruito in età tardo romana o bizantina, che divenne il cardine del sistema difensivo triangolare della città con il principe longobardo Arechi II, da cui prende il nome, che trasferì la corte del Principato di Benevento a Salerno. Successivamente ampliato e fortificato, il maniero non fu mai espugnato. Ospita un museo, delle attività ricettive e congressuali ed è punto di snodo per percorsi naturalistici e sentieri attrezzati. Poco distante dal castello, inoltre, è visitabile la Bastiglia, torre di avvistamento a pianta circolare fatta erigere da Gisulfo II per difendersi dall’imminente assedio della città da parte di Roberto il Guiscardo.

L’altro forte simbolo della città è la Carnale, torre cavallaria realizzata nel 1569 su un promontorio (da cui il forte prende il nome) originariamente collegato al colle Bellara. La Carnale fungeva anche da torre di avvistamento, in relazione con le altre torri di vedetta della costiera amalfitana e cilentana, contro le incursioni saracene. Sotto i Borbone fu utilizzata come deposito di armi e, durante la seconda guerra mondiale, fu rinforzata e presieduta per la vicinanza con lo snodo ferroviario.

Santo Patrono: San Matteo (21 Settembre)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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