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San Cipriano Picentino

Storia

Come quasi tutti i paesi della zona dei Picentini, San Cipriano deve le sue origini alla distruzione di Picentia intorno all’anno 88 a.C. ad opera dei romani, che provocò la dispersione dei suoi abitanti nei territori circostanti. I vari centri che si crearono divennero, nel corso del medioevo, distretti amministrativi, detti gastaldati, prima di divenire, sotto il dominio normanno, contee e baronie.

Il nome del paese deriverebbe da Tascio Cecilio Cipriano, Santo Martire Cristiano. Il primo documento in cui si ha notizia di una chiesa dedicata a tale Santo Cipriano, voluta dal principe Guaimaro V, risale al 1049. La chiesa era situata in un luogo detto Venera, Vernera o Benera, che da allora si chiamò San Cipriano[senza fonte], divenendo un territorio concesso negli anni a feudatari ecclesiastici e laici. È probabile che fu scelto il nome di San Cipriano, in ricordo dell’antica alleanza con i Cartaginesi, dato che San Cipriano era Cartaginese[senza fonte], ma soprattutto in virtù dei commerci avuti nei secoli con quelle popolazioni. Nel 1460 Ferdinando D’Aragona lo affidò al Barone di Santo Mango. Nel 1531, riuscendo a staccarsi dal Principato, San Cipriano costituì la propria libera Università con un governo eletto dalle popolazioni dei villaggi di tale territorio, ne fu approvata la costituzione e nel 1533 fu costruito perfino il palazzo ‘della baronia’ posto tra l’attuale capoluogo e la frazione alta di Vignale.

Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell’omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia (1861-1946) è stato capoluogo dell’omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Con il Regio Decreto del 23 ottobre 1862, di Vittorio Emanuele II fu aggiunto l’appellativo “Picentino”. Il territorio dei monti picentini è cosparso di chiese, conventi, basiliche e cappelline votive, testimonianza concreta della fede e della devozione che da sempre anima la gente del luogo.

Nel 1929 vi fu aggregato il comune di Giffoni Sei Casali, che recuperò l’autonomia nel 1944.

Monumenti e luoghi d’interesse

(fonte Wikipedia)

 

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